Tu sei qua : Home page > Lo stile > Zeus l'éclair

Zeus l'éclair

Quando la maison Fauchon, emblema del lusso alimentare parigino, decide di dedicarsi al design, bisogna aspettarsi un éclair di genio.


Nel 2009, la rivista "Wallpaper" assegnava il best teatime treat award a Christophe Adam per il suo pasticcino Madame Joconde. Lo chef exécutif di chez Fauchon invitava tutti noi a tuffarci nello sguardo enigmatico di Monna Lisa. Perché il “lampo” potrebbe essere la madeleine di Proust della celebre maison parigina, in Place de la Madeleine: una retrospettiva dedicata al celebre scrittore che si svolge ogni anno a settembre e durante la quale si lasciano affiorare i ricordi gustando quarantacinque sublimi ricette, dolci e salate. Come una creazione d'alta moda, è rivisitata ogni stagione: rosa tenue, giallo limone e blu laguna per la sfilata primavera-estate, in armonia con profumi di vaniglia e violetta. Gli esteti apprezzano le sue molteplici decorazioni con fiori, righe, pois o in marsina d'argento, e gustano le sue farciture al foie gras, al the Macha e al cioccolato bianco, alla menta o alla mela.



Perché i dolci classici del patrimonio culinario francese costituiscono una fonte d'ispirazione inesauribile per i golosi di tutto il mondo. Pierre Hermé rende omaggio alla saint-honoré, che varia secondo i profumi che lo intrigano, come Ispahan: rosa, fragola e litchi. Satine: cream-cheese, arancia e frutti della passione; Mogador: cioccolato al latte, frutti della passione, ananas. Jacques Genin, cioccolataio di professione, reinterpreta a modo suo la millefoglie, con una pasta sfoglia rovesciata, abbellita con gustose palline di crema al cioccolato. E intanto Philippe Conticini, nella sua Pâtisserie des Rêves, ci offre un onirico paris-brest con un cuore di morbidissimo cioccolato pralinato.



Ma questo eclair inimitabile occupa un posto d’onore, certamente perché ha il vantaggio di poter essere gustato in punta di dita e poi perché evoca il dessert dei pranzi domenicali in famiglia ai tempi di un'infanzia trascorsa nella dolce Francia. Anche se i brasiliani lo chiamano “Bomba”, questo dolce conserva in tutti i continenti il suo patronimico in francese. Un nome le cui origini restano un mistero, anche se gli storici gli attribuiscono due interpretazioni possibili: lo si deve gustare alla velocità del fulmine e la sua glassatura è sfavillante come il lampo... Un po’ più di poesia non avrebbe certo guastato!



Anche per quanto riguarda la sua paternità non ci sono certezze, ma Antonin Carême (1783-1833), “cuoco dei re e re dei cuochi”, a cui si devono già i profiteroles, avrebbe inventato l'éclair rivisitando le duchesses. Questo virtuoso dei fornelli, che ha sempre considerato legate fra loro pasticceria e architettura, avrebbe realizzato nel XVIII secolo questo dolce fatto in pasta da bignè di forma allungata, rotolato nelle mandorle, farcito di crema pasticciera e glassato con zucchero fondente.



Seguendo la tradizione di Antonin Carême e lontano dai templi dell'alta pasticceria parigina, tutti gli artigiani pasticcieri di Francia continuano a realizzare ogni giorno éclair in pasta da bignè, ripieni di crema al cioccolato o al caffè e ricoperti con una glassa fondente, per la felicità di tutti i golosi.



Come una creazione d'alta moda, l'éclair è rivisitato ad ogni stagione.


Realizzazione : Sandrine Giacobetti - Fotografia : Fabrice Bouquet - Testo : Emmanuelle Robin



Rendez-vous alla Boutique Nespresso

Nespresso

Rendez-vous alla Boutique Nespresso

Leggi Leggi

Archivi

Tutto lo stile Guarda Guarda

Ulteriori contenuti : Magazine Magazine Vedere di più Vedere di più

Previous Previous Next Next
© Nestlé Nespresso S.A. 2010 . Nespresso Policy . Terms & Conditions . Chi siamo . Credits . Nespresso Websites
Opsone Fcinq