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La Roma nascosta

La città eterna è scolpita nel marmo ma non ha certo un cuore di pietra. Sei romani, tutti iscritti al Nespresso club, vi portano alla scoperta degli angoli di paradiso nascosti sotto la coltre millenaria di sampietrini.


LE VESTIGIA, NOSTALGIA DI UNA POTENZA DECADUTA, RIFLESSO DI UN ASTRO SPENTO.

“ETERNA” , IMMUTABILE NO. CIÒ CHE COLPISCE DI ROMA È LA COSTANTE RIGENERAZIONE DELLA SUA IMMORTALITÀ
Il segreto di questa eterna giovinezza? Lo spirito pragmatico dei romani, che fa di loro un popolo rispettoso e al tempo stesso irriverente nei confronti della propria tradizione. I romani hanno nobilitato il riciclaggio fino a trasformarlo in un’arte, la cui raffinatezza rimane insuperata nella storia dell’urbanizzazione. Anziché restaurare sistematicamente i monumenti di cui sono circondati, un po’ come si farebbe con una mummia imbalsamata, hanno preferito farsi strada tra le macerie del passato, anche a costo di addossare una chiesa alle colonne di un tempio pagano o di rivestire i perimetri di antichi teatri con nuove case.


IL BAROCCO: LA RINASCITA DELL’ESPRESSIVITÀ ROMANA.

PIÙ CHE IN OGNI ALTRO LUOGO, A ROMA LA MODERNITÀ SI CONFIGURA COME LA RIPROPOSIZIONE DI UN PASSATO IN COSTANTE RINNOVAMENTO, UN’AURORA NELLA NOTTE DEI TEMPI. La moda, il design, il glamour, la cucina delle trattorie, la crema del cappuccino sorseggiato distrattamente ai tavolini di un caffè storico: tutto questo è il frutto di un retaggio che, sebbene ereditario, sembra nascere costantemente qui e ora. Solo le città povere imparano a gestire con parsimonia le risorse di cui dispongono. Quelle viziate come Roma, invece, si vedono costrette ad accumularle nei pochi spazi rimasti liberi. Parigi ha imbastito più di otto ettari di piazza per esaltare l’unico obelisco che possiede. A Roma di obelischi ce ne sono talmente tanti che a stento si riesce a contarli tutti.


AMEDEO REALE Club Member dal 2006

Questo viticoltore pugliese originario di Lecce, perla barocca incastonata nel tacco della penisola italiana, lascia al fratello il compito di setacciare l’uva; a lui l’incarico di portare a Roma gli inconfondibili prodotti dei suoi vitigni. Dopotutto, Lecce ha dalla sua un aeroporto internazionale, che consente ad Amedeo di spostarsi con facilità nei circa quindici paesi con cui fa affari. E poi il capoluogo salentino ha da sempre saputo promuovere i propri vini. Se è vero che furono i Greci a introdurre per primi la vigna in Italia, è altrettanto vero che furono i Romani a esportarla in lungo e in largo per le contrade dell’Impero (motivo per cui gli europei mostrano tuttora un debole così marcato per il buon vino). Amedeo possiede una PIXIE rossa, non essendo riuscito a convincere la moglie a scegliere una macchina da caffè nera come il suo Grand Cru preferito, il RISTRETTO, che dichiara di bere cortissimo, “come fan tutti”.


AMEDEO NON È INSENSIBILE AL FASCINO DEL LITORALE LAZIALE, AGLI IMPIANTI SCIISTICI A UN PAIO D’ORE DAL CENTRO CITTÀ. E la stessa Roma non manca certo di bellezze naturali, sebbene i turisti spesso le attraversino senza rendersene conto. Per le sue sessioni di jogging Amedeo percorre il LUNGOTEVERE, approfittando del divieto di accesso alle auto, che gli consente di godere in tutta serenità di una vista inedita della città. Con la famiglia percorre gli immensi spazi di VILLA ADA, uno dei polmoni verdi della capitale, che però non ha nulla dell’ordine meticoloso dei parchi di Londra e Parigi. Si tratta di un luogo selvaggio, una vera e propria giungla, che deve la propria esistenza alla combattività di alcune associazioni ecologiste che militano per impedirne la cementificazione. Alcuni degli alberi della Villa raggiungono dimensioni quasi preistoriche, tra le quali spesso e volentieri Amedeo si perde. Un altro grande spazio verde, Villa Borghese, offre giardini sontuosi a perdita d’occhio a due passi da Piazza del Popolo, in un’interpretazione barocca delle antiche ville imperiali.

Se desiderate farvi un salto per ammirare, tra le altre, la galleria Borghese, non dimenticate di fermarvi alla CASA DEL CINEMA per un brunch mattutino comprensivo di caffè. Bisogna essere ben attrezzati per sopravvivere al calvario dei sampietrini romani. Un’impresa per la quale Amedeo si affida sempre e solo al sapiente lavoro della CALZOLERIA PETROCCHI, un calzolaio vecchio stile in grado di riprodurre su misura qualsiasi modello a partire da una semplice fotografia. Infine, per concludere la giornata, Amedeo raccomanda una cena al PASTIFICIO SAN LORENZO, un vecchio pastificio trasformato in ristorante di tendenza, fiore all’occhiello di questo quartiere emergente.


CRISTIANA TORRE Club Member dal 2006

Cristiana è direttrice delle divisioni pelletteria e calzature Fendi. Questa grande casa del lusso tutta romana, insieme a Bvlgari, dimostra che la città eterna sa distinguersi dai propri rivali nel gremito campo dell’eleganza. Se Milano, Firenze e Napoli si contendono il primato nell’ambito della haute couture, la moda latina preferisce dare il meglio di sé con pelli e pietre preziose. Dopotutto, Roma vanta una concentrazione senza pari di sapienti artigiani, il lascito di un impero immaginario che impone alle arti di ricreare con la massima precisione l’apparenza del potere passato. Cristiana possiede due LATTISSIMA+, una in città e un’altra in campagna: ormai non riesce più a fare a meno del suo cappuccino quasi istantaneo. Una ragione in più per prepararlo con un DECAFFEINATO INTENSO.


IN FATTO DI ACCESSORI, CRISTIANA È UN VERO GURU. La giovane creatrice DELFINA DELETTREZ, appartenente alla quarta generazione della dinastia Fendi, si avvia verso una promettente carriera nel mondo della gioielleria con i suoi gioielli a forma di animali e parti del corpo umano,come quegli occhi e bocche che fanno pensare ad amuleti pagani o ad offerte di voto. La zia, Ilaria Venturini Fendi, ha lanciato il marchio RE(F)USE con uno showroom arredato dal designer Paolo Colucci. La linea esalta l’idea del riciclo e della protezione ambientale attraverso un’interpretazione estetica che si materializza in collezioni di borse, gioielli e mobili.

Un altro luogo particolare consigliato da Cristiana agli amanti delle curiosità è l’atelier di LA BOTTEGA DEL MARMORARO, piccola perla di umiltà che spicca tra i prestigiosi antiquari circostanti. Enrico Fiorentini, romano doc, è pronto ad esaudire tutte le vostre richieste d’incisioni su marmo antico: una volta calligrafata la vostra iscrizione in latino, Enrico realizzerà per voi un pezzetto personalizzato di Roma, pronto da portar via. Il rituale dell’aperitivo è un fenomeno nuovo che ha travolto l’intera penisola. Cristiana apprezza particolarmente il CAFFÈ DELLE ARTI, la grandiosa buvette della Galleria Nazionale d’Arte Moderna. Un luogo che si carica di magia quando la luce cala sulla grande terrazza adiacente a Villa Borghese. Infine, alla voce peccati di gola, Cristiana segnala LA CASA DEL CREMOLATO, la cui specialità è una granita gustosissima e dalla cremosità straordinaria.


ALESSANDRO DONADIO Club Member dal 2003

Alessandro Donadio, architetto d’interni, ha sviluppato uno stile essenziale, parsimonioso di colori. Nonostante la città in cui abita sia lontana anni luce da questo spirito minimalista. Alessandro isola i dettagli salienti dell’abbondanza estetica romana per valorizzarli appieno, un po’ come accade in quelle piazze romane in cui si è volutamente creato il vuoto attorno a una colonna trionfale o ad un obelisco per consentirne la totale contemplazione.

Un modus operandi che ricalca quello del pittore-geometra rinascimentale Piero Della Francesca, il quale, dopo aver composto prospettive di ampio raggio e averle private di ogni imperfezione, v’installava un edificio dalla struttura complessa o un volto mostruoso. Quando si parla di caffè, è proprio questo gusto della purezza che ha guidato Alessandro nella scelta di una CITIZ nera e di una CONCEPT antracite. Gli piace che gli aromi del Grand Cru ROMA siano intensificati da un’estrazione potente, e mostra di gradire anche le versioni aromatizzate.


CIÒ CHE COLPISCE di ROMA, UN PO’ COME di NEW YORK, È QUEL SENSO DI VERTIGINE DATO DALLA PROMISCUITÀ DELLE MASSE. Il VIALE TRINITÀ DEI MONTI, in cima alla vertiginosa scalinata di Piazza di Spagna, regala una visuale ben nota della città. In genere si gode di questo punto di osservazione soltanto di sera; eppure se si approfitta della luce bluastra del primo mattino, il panorama acquista una limpidezza che sembra far rinascere quest’antica Babilonia europea.

Uno dei suoi monumenti più curiosi è CASTEL SANT’ANGELO, le cui sembianze ricordano un UFO adagiato sulla sponda destra del Tevere. Questo antico mausoleo imperiale, trasformato in fortezza inespugnabile dopo essere stato spogliato del suo rivestimento marmoreo, doveva offrire rifugio e intrattenimento ai papi proteggendoli dal furor di popolo: i pontefici chiesero dunque ai pittori del Rinascimento di creare per loro un paradiso fittizio che potesse aiutarli ad ingannare la solitudine.

Il piccolo bar situato in corrispondenza del Giretto Scoperto offre una visuale favolosa del Vaticano, i cui palazzi sono collegati a questo fortino pontificale tramite un corridoio fortificato. Se siete stanchi delle vertigini, l’eccellente trattoria DA SABATINO ha una terrazza orizzontale che si affaccia su Piazza Sant’Ignazio, una radura incantevole in una giungla di facciate: un esempio lampante di come la genialità romana si giochi a colpi di teatro. Di notte il rione Monti è altrettanto irreale, quasi fosse uscito da un racconto delle Mille e una notte. I giochi di ombre che si sfumano e si rincorrono su queste pietre scalcinate creano l’illusione di una città avvolta in un manto. Qui l’enoteca AI TRE SCALINI serve, senza cerimonie, cru semplicemente divini. E, per finire, il MAXXI è un museo d’arte contemporanea il cui scrigno riesce a malapena a contenerlo.


BENEDETTA SCASSELLATI Club Member dal 1999

Ogni volta che Benedetta va in Boutique per rifornire le sue riserve di DECAFFEINATO INTENSO, lo Specialista del Caffè la guarda con l’espressione di chi non riesce ad attribuire un nome a un volto che pure crede di conoscere. “Deve essere un’attrice,” dice alla fine. “Il suo codice cliente è l’8”. Quest’addetta alle pubbliche relazioni, tra i primi dieci clienti del Club italiano, ha conosciuto il mondo Nespresso proprio quando è iniziata la commercializzazione delle prime capsule in Italia.

Benedetta si è subito innamorata delle prestazioni della sua macchina, che le serve il caffè proprio come piace a lei: lungo e coronato da una bella crema. Da allora segue da vicino le innovazioni tecnologiche del marchio, tant’è che ha recentemente acquistato una U.


NATA A BOLOGNA, BENEDETTA ABITA A ROMA DA BEN QUINDICI ANNI. DI QUESTA METROPOLI AMA IL CARATTERE DINAMICO, CAPACE DI RINNOVARSI SENZA RINNEGARE IL PROPRIO EMOZIONANTE PASSATO. Innanzitutto, Roma è una città che, a dispetto della sua grandiosità, riesce a mettere tutti a proprio agio. Forse perché ha assistito all’ascesa e alla disfatta di così tanti imperatori che essi appaiono ai suoi occhi come individui perfettamente comuni. A Campo Marzio, di fronte alle provate colonne del tempio di Adriano, il marmo latino s’inchina dinanzi alla calma indifferente di Roma. Qui il bar SALOTTO 42 serve un simpatico aperitivo, un rito che affonda le sue radici a Torino e che strizza l’occhio alla tradizione andalusa delle tapas.

Il rituale è semplice: consiste nel sorseggiare a inizio serata un cocktail colorato come lo Spritz (miscela di vino frizzante e liquore amaro) o il Bellini (champagne e purea di pesca), con stuzzichini serviti a discrezione: un mix che spesso fa le veci di un vero pasto. Benedetta adora in particolar modo osservare l’inizio di questo rito, che comincia con la chiusura degli uffici, quando la città è ancora illuminata dagli ultimi sprazzi di luce.

Al fianco del Colosseo,CAFFÈ PROPAGANDA offre aperitivi in un arredo da operetta, a due passi dalle pinete del Celio, uno dei sette colli di Roma. Nella parte Nord della città, RISTORANTE DOLCE imbandisce brunch deliziosi, mentre in zona Monti URBANA 47 accetta le ordinazioni anche dopo la mezzanotte, il che fa di questa neo-trattoria il posto ideale in cui fermarsi dopo una serata a teatro. Ma il ristorante preferito di Benedetta rimane senza alcun dubbio BABETTE, ristorante vegetariano divenuto celebre per aver risuscitato le “cailles en sarcophage” (quaglie in sarcofago) e la cui maestosità s’ispira al film danese “Il Pranzo di Babette”.


ADRIANO CAPUTO Club Member dal 2007

La maggior parte dei turisti in visita a Roma rimane colpito dalla bellezza cinematografica dell’illuminazione notturna. Giudizio non condiviso da questo lighting designer, vero e proprio direttore della fotografia per i monumenti del Bel Paese, che nutre invece parecchie riserve. A detta sua, l’illuminazione notturna di Roma conferisce alla città un colorito malaticcio, a causa delle lampadine al sodio che rivestono il travertino di una luce giallastra. Un tipo d’illuminazione adatto principalmente al mattone, che pure costituisce lo scheletro degli edifici romani di un tempo.

I Romani, infatti, incorporavano le “ossature architettoniche” dei loro edifici all’interno di reliquiari barocchi o rinascimentali, un po’ come si fa con le spoglie dei santi. Adriano possiede una PIXIE nel suo ufficio, che gli evita di dover uscire ogni due per tre. Ama i RISTRETTO cortissimi, ma si chiede ancora se debba mettere il naso nella tazza o lasciarlo fuori quando beve.


ROMA HA VISSUTO PER LUNGO TEMPO CON I PIEDI NEL FANGO E LA TESTA TRA LE NUVOLE. 150 ANNI FA ERA UNA TEOCRAZIA IN CUI I BRIGANTI TROVAVANO ASILO ALL’INTERNO DELLE CHIESE. È stato necessario un lungo processo di redenzione perché meritasse di diventare la capitale del paese. Questa imperatrice ha sviluppato una tale dipendenza dal potere che non vede neanche più ciò che possiede. Qualunque cosa facciano, i romani avvertiranno sempre un senso amaro di declassamento. Alcuni si consolano sgattaiolando sui tetti per ritrovare la vertigine del suo glorioso passato. D’altronde, Roma non si lascia abbracciare se non guardandola dall’alto. Un punto d’osservazione sono i GIARDINI DEL PALATINO, forse la prima altura della città dei sette colli, con il loro romantico belvedere rivolto sul foro da cui è possibile contemplare questa metropoli al tempo stesso sacra e maledetta, piena di grazia e dantesca.

Nella cerchia delle sommità troviamo anche la straordinaria terrazza dell’HOTEL MAJESTIC, prova lampante che le piazze sono i punti in cui il mostro romano può finalmente respirare. Scendendo un po’ di quota, la sala da tè inglese BABINGTON’s sembra volgere le spalle a Piazza di Spagna, offrendo uno scorcio diverso della capitale, in un’atmosfera di condiscendenza puritana che ben si adatta al momento dell’high tea. Adriano ama ritirarsi nei numerosi chiostri della capitale, spazi al di fuori del tempo, isolati e avvolti nel silenzio. Tra i suoi preferiti spicca il CHIOSTRO DEL BRAMANTE, esempio notevole di architettura rinascimentale al tempo stesso gracile e slanciata, dov’è possibile bere un caffè dopo aver visitato una delle eccellenti mostre itineranti. Un ultimo consiglio: non partite da Roma senza prima aver scoperto il PALAZZO BARBERINI.


DELFINA GIANNATTASIO Club Member dal 2008

Delfina non abita a Roma, ma a Parigi, il tempo necessario per finire gli studi di architettura. Ogni volta che torna, ne approfitta per compiere un piccolo pellegrinaggio nei quartieri che le mancano all’estero. Una disciplina che la porta ad avventurarsi anche in zone che altrimenti non avrebbe mai pensato di esplorare. Nel confrontarla con Parigi, città omogenea dal pallido color pietra, Delfina riscopre la vivacità cromatica di Roma.

Secondo lei non bisogna limitarsi soltanto ai grandi monumenti classici, perché la romanità si nasconde anche e soprattutto nei numerosi punti di ritrovo all’aria aperta che costellano il centro storico, così come nei graffiti di Trastevere. Per i suoi Espresso, che ama corti, “all’italiana”, Delfina si affida alla sua PIXIE. I suoi Grand Cru preferiti sono RISTRETTO, ROMA e la Limited Edition KAZAAR, di cui teme finire ben presto le scorte.


IL CENTRO DELLA CITTÀ INVITA GLI AMANTI DELLO SHOPPING ATTIRANDOLI IN VIA DEL GOVERNO VECCHIO, UN’ARTERIA IN CUI PICCOLI ARTIGIANI E GRANDI MARCHI CONVIVONO FIANCO A FIANCO. A due passi, in via del Gesù, VERTIGO VINTAGE BOUTIQUE inaugura la moda vintage in una città in cui i vestiti di seconda mano sono ancora visti come roba da rigattieri: certo, non mancano firme come Balenciaga, Valentino, Fabiani, Yves Saint Laurent e Fendi, ma i proprietari mostrano una predilezione per i vecchi capi realizzati da sarti anonimi, pura espressione dell’eleganza romana. Poco distante, nel Ghetto, la GALLERIA ERMANNO TEDESCHI dà voce agli artisti contemporanei come Nicola Bolatti e alle sue sorprendenti reti di spaghetti. Giunta l’ora dell’aperitivo, Delfina adora i giardini sospesi che cadono a strapiombo sulla terrazza del bar dell’HOTEL DE RUSSIE, che preferisce al bar dell’Albergo d’Inghilterra, che ai suoi occhi ricorda troppo un club per gentiluomini.

Il Rione Monti, con i suoi colori caldi tipicamente romani, è una valletta le cui curve riservano sorprese monumentali: seguendo VIA DEI SERPENTI si può veder emergere dalla terra il Colosseo. Sulla sponda sinistra del Tevere, Trastevere offre un concentrato di romanità, crudele come un film mitologico e selvaggio come un western all’italiana. È un labirinto di viuzze tutte rigorosamente lastricate di sampietrini, pieno di ristorantini tipici e vecchi baretti, tra i quali spicca per la sua autenticità il BAR SAN CALISTO. Più a nord, sullo stesso stile, il minuscolo CACIO E PEPE serve praticamente solo i tre tipi di pasta autoctoni: “alla carbonara”, “alla gricia” (una carbonara senza uova) e “alla cacio e pepe”.



APPUNTAMENTO IN BOUTIQUE NESPRESSO PIAZZA SAN LORENZO




QUAL È IL PERCORSO CHE TI HA PORTATA IN NESPRESSO?

Cristina Nicosia: Sono nata in Sicilia, praticamente sulle pendici dell’Etna. Per qualche anno mi sono occupata delle degustazioni promozionali in un centro commerciale di Catania. Un giorno sono stata incaricata di far degustare i Grand Cru Nespresso… e alla fine ne sono stata conquistata! Il marchio ha notato il mio entusiasmo e così mi hanno proposto un primo incarico, la formazione dei punti vendita presenti in Sicilia.

E L’ARRIVO A ROMA?

C. N.: Nel 2007 mi è stato offerto un posto nella prima Boutique della capitale. Non ho avuto esitazioni e nel giro di due anni sono passata alla direzione.


DOVE SI TROVA LA BOUTIQUE STORICA DI ROMA?

C. N.: In piazza San Lorenzo in Lucina, nel pieno centro della città. Il quartiere è attraversato da via del Corso, gli Champs-Elysées di Roma. È a due passi dal Pantheon, da Montecitorio e dalla celebre piazza di Spagna, una delle più frequentate della capitale, dove, tra l’altro, è stata inaugurata una nuova Boutique non molto tempo fa. Tra i nostri clienti figurano parlamentari e alti funzionari, ma anche turisti di passaggio.


COME DEGUSTANO IL CAFFÈ I VOSTRI CLIENTI?

C. N.: La maggior parte di loro viene per degustare nuovi Grand Cru, raramente per rilassarsi: spesso, infatti, bevono il caffè rigorosamente “ristretto”. A differenza della degustazione del cappuccino, che richiede tempo e tranquillità, quella del “ristretto”, caffè da bar per antonomasia, è più rapida e sbrigativa. Tuttavia, i nostri clienti sono molto esigenti poiché la preparazione di un caffè “ristretto” non ammette errori: è in grado di sottolinearne pregi e difetti. E i nostri clienti sono alla ricerca di caffè d’eccezione.


DOPOTUTTO GLI ITALIANI SONO ABITUATI ALL’ECCELLENZA...

C. N.: Effettivamente i bar italiani servono caffè buonissimi e i baristi conoscono perfettamente le macchine da espresso, una tecnologia sofisticata che non a caso è stata messa a punto proprio nel nostro paese. Per noi è quindi importante focalizzarci sui nostri punti di forza per distinguerci dalla concorrenza, soprattutto in un clima competitivo come quello attuale. In Italia il caffè è una bevanda familiare e popolare, che ha ormai perso quel prestigio esotico che aveva un tempo. Se i torrefattori tendono a sviluppare un gusto distintivo al quale i clienti si affezionano, ai nostri clienti proponiamo di avventurarsi al di fuori di questa cultura dell’esclusività. La nostra forza consiste, fra le altre cose, nella ricchezza della nostra offerta così come nella possibilità di non dover per forza uscire di casa per gustare un prodotto eccezionale.


NUOVA BOUTIQUE IN PIAZZA DI SPAGNA

In una delle piazze più gremite di Roma ha da poco aperto le porte una nuova Boutique. > Piazza di Spagna 34-35, 00187 Roma


DOVE DEGUSTARE UN CAFFÈ NESPRESSO A ROMA

DAL BOLOGNESE

Vera e propria istituzione di piazza del Popolo, questo ristorante serve piatti classici del repertorio culinario nazionale come il bollito alla mostarda di Cremona, ossia frutta candita affogata nello sciroppo della nota mostarda di origine lombarda.

MAMMA ANGELINA

Non lontano da Villa Ada, questo ristorante serve succulenti piatti a base di pesce.

LA TAVERNA DELLO SPUNTINO

Poco distante dal monastero fortificato di Grottaferrata, a sud di Roma, troviamo questa taverna storica, nota per il carattere pittoresco della sua cucina.

REC23

Un’atmosfera newyorkese nell’esuberante quartiere del Testaccio.


Realizzazione Sandrine Giacobetti - Testi Julien Bouré - Fotografie Jean-Claude Amiel



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